Cambridge nel quarto inverno di guerra: una città fantasma.
Un vento siberiano incessante, senza nulla che ne smorzasse la crudezza per milleseicento chilometri, soffiava dal mare del Nord e spazzava i Fens. Faceva tremare i cartelli che indicavano i rifugi antiaerei in Trinity New Court e batteva contro le finestre sprangate della cappella del King’s College. Spirava nei cortili e sulle scale e confinava nelle loro camere i pochi insegnanti e studenti che ancora restavano. A metà del pomeriggio, le strette vie selciate erano deserte. Al cadere della notte non si scorgeva una sola luce e l’università ritornava a un buio che non aveva più conosciuto dal Medioevo. Una processione di monaci che fosse avanzata lentamente sul Magdalene Bridge per andare ai vespri non sarebbe apparsa fuori posto.
L’oscuramento del tempo di guerra aveva disperso i secoli.
Robert Harris, Enigma, traduzione di Roberta Rambelli, Mondadori, 1996.
